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Secondo un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato la scorsa settimana, il numero degli esseri umani sottonutriti a livello globale è tornato ad aumentare: nel 2016, il problema ha investito 815 milioni di persone, pari all’11% della popolazione mondiale.
Inoltre, varie forme di malnutrizione mettono a repentaglio la salute di milioni di persone. In Africa, si concentrano 243 milioni di sottonutriti.
Gli agricoltori di Kasama, un piccolo villaggio nello Zambia settentrionale, la cui sicurezza alimentare è stata esacerbata da eventi estremi dovuti ai cambiamenti climatici che hanno portato a un impoverimento del terreno, hanno lanciato un messaggio ai leader mondiali: pensare a maggiori investimenti nell’agricoltura per porre fine a povertà e fame entro il 2030.
Per far sì che il messaggio ricevesse la dovuta attenzione, i 16 agricoltori di Kasama lo hanno scritto direttamente sulla terra che coltivano, producendo un gigantesco “Field Report” (“rapporto sul campo”), completo di grafici e dati, per spiegare la reale importanza di investimenti a lungo termine a sostegno della piccola agricoltura.
“Siamo stati colpiti da una forte siccità e non c’era abbastanza acqua per i campi. Il raccolto è stato molto scarso e c’era penuria di cibo,” racconta Augustine Chilumba, 60 anni, coltivatore di legumi e mais, che ha contribuito al progetto. “Gli agricoltori africani hanno bisogno di un sostegno maggiore: ci servono aratri, fertilizzanti e sementi di buona qualità.”
Un grande grafico a torta scavato direttamente nel terreno dimostra come l’Africa disponga del 25% dei terreni coltivabili a livello mondiale, ma produca solo il 10% dei prodotti agricoli. Il continente africano spende 35 miliardi di dollari in importazioni di cibo ogni anno, ma potrebbe essere auto-sostenibile, se il denaro fosse investito per sostenere la piccola agricoltura e le infrastrutture rurali.
Un grafico a barre realizzato con il fogliame locale, invece, illustra il tasso di crescita delle popolazioni in zone urbane. Ogni anno, in Africa, sempre più persone decidono di abbandonare le zone rurali. Molti sono giovani che sperano di trovare lavoro nelle città o all’estero. Entro il 2030, il 50% della popolazione sarà concentrato nelle città. Investire nello sviluppo agricolo significa creare opportunità concrete per i giovani africani (dai 12 ai 18 milioni) che ogni anno si immettono nel mercato del lavoro.
Un grafico a linee, alla base del campo, evidenzia il tasso costante di crescita della popolazione mondiale, che dovrebbe raggiungere i 10 miliardi entro il 2050. Ci saranno 2 miliardi di bocche in più da sfamare, quindi la produzione agricola deve quanto meno raddoppiare.
I piccoli agricoltori sono i più importanti produttori di cibo a livello locale. Visto il loro indispensabile ruolo nell’approvvigionamento alimentare delle comunità di riferimento, hanno bisogno di investimenti che consentano metodi di coltivazione sostenibili e rispettosi del clima.
L’ultimo fotogramma rivela un gigantesco “11”: nell’Africa Sub-Sahariana, la crescita nel settore agricolo potrebbe essere 11 volte più efficace nel contrastare la povertà estrema rispetto a qualunque altra attività. Investire di più nell’agricoltura significa aiutare milioni di persone a uscire dalla povertà e nutrire adeguatamente 815 milioni di persone, che oggi sono sottonutrite.
Il “Field Report” fa parte di una campagna di sensibilizzazione globale più ampia, lanciata oggi dall’IFAD che tende a porre l’accento sull’importanza dello sviluppo agricolo a lungo termine per contrastare la povertà, costruire solide economie locali, frenare i processi migratori e assicurarsi che la crescente popolazione mondiale abbia cibo a sufficienza.

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